Dicono di noi
Citazioni
Pasticceria Internazionale
2007
I ristoranti d'Italia
Le guide de l'Espresso
2005
Vie del gusto
Gennaio 2004
Gambero Rosso
Luglio 2004
“Gusti classici e tipicità d'Abruzzo sottozero: passito e cantuccini (con Passito di Zaccagnini), pecorino e miele, "Presentosa" (dolce tradizionale cittadino), liquore Aurumi, "Scucchijate" (con marmellata di uva Montepulciano), confetto.
Sorbetti inconsueti (carole, fragola e basilico, fragole e aceto balsamico) e semifreddi di creme e frutta.”
Dolcesalato
Giugno 2004
“Una tradizione creativa: una lunga intervista a Fabrizio Camplone, socio dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani. Un botta e risposta per scoprire la sua attività di successo.”
Fuoricasa
Ottobre 2004
“Fabrizio Camplone lancia 40 gusti inediti, i sapori tipici dell'Abruzzzo anche in gelateria...”
Donna Moderna
Le pasticcerie più dolci d'Italia
Dicembre 2003
“Nella cioccolateria del poeta...”
Pasticciere
Passione e creatività
Marzo 2002
“La professione iniziata da giovanissimo, sotto la guida del padre Tullio, ha fatto nascere in Fabrizio il grande desiderio di padroneggiare l'arte del dolce in tutta la sua complessità.”
Gelato
Gennaio 2002
“Arte, professionalità, tecnica dei gelatieri italiani”
Gelatierie
Benvenuti nel mondo Caprice
Ottobre 2001
“A Pescara nominare Caprice significa evocare la dinastia pasticciera dei Camplone... L'entusiasmo, la professionalità e soprattutto l'innata verve di Fabrizio hanno decretato il successo di Caprice, una sosta obbligata per golosi e amanti...”
Gran gourmet
“Pasticcierie eccellenti, dulcis in fundo, a Pescara Caprice originalità nel dolce.”
Sweet art
Ottobre 2000
“Pasticceria Camplone medaglia d'oro a Berlino per le olimpiadi dei cuochi sezione "Pasticceria artistica".”
Articoli
Bar d'Italia del Gambero Rosso
Cominciamo dal caffè: Excelso, Sulawesi e Antigua le eccellenti selezioni sempre disponibili oltre alla collaudata miscela della casa. Poi i cremosi cappuccini, da gustare con un incredibile assortimento di brioche, cornetti, muffin e molto altro sfornati ogni mattina da Fabrizio Camplone (figlio di Tullio Camplone nome storico della pasticceria abruzzese che cominciò l'attività nel 1957) nel laboratorio dove crea e sperimenta ogni giorno mai pago dei traguardi raggiunti (dal 1996 è membro dell’Accademia Nazionale dei Pasticceri Italiani e ha vinto o è stato finalista dei più importanti concorsi internazionali del settore).
Così ecco i cioccolatini con polpa di frutta (ma sono più di venti i tipi a disposizione), i semifreddi al bicchiere, le mono mousse, la deliziosa piccola pasticceria. E il gelato, uno dei migliori in Italia, mai fermo ai gusti classici, con invenzioni deliziose e geniali: pecorino e miele; menta e liquirizia di Atri; marmellata d'uva Montepulciano; centerbe. Sale spaziose, curate in ogni dettaglio e tavolini dove consumare, oltre all'aperitivo (servito in modo ineccepibile) veloci pasti caldi o freddi, cucinati al momento con cura e materie prime del territorio. Si aggiunga che qui la cortesia del personale (e di Antonella, moglie di Fabrizio) non è un'eccezione, ma la regola e avrete il quadro esauriente di un locale di assoluto valore.
Gambero Rosso
Fervore creativo a tutto tondo
«Spesso mi chiudo per giorni in laboratorio con qualche collega per risolvere “problemi”».
Eredi di un maestro pasticciere come Tullio Camplone, con un rinomato laboratorio aperto nel 1957 a Pescara, non si nasce: si diventa. Così Fabrizio, dopo gli studi e il servizio militare, quando decide di seguire le orme paterne sa bene che il suo futuro è nel laboratorio e che per “diventare” eredi bisogna saper tenere il passo con i tempi. Determinanti le sue esperienze di perfezionamento anche all'estero (Francia e Belgio soprattutto) e determinante l'incontro con le nuove tendenze e le novità tecniche che negli anni '80 rinnovavano profondamente pasticceria e cioccolateria: «Mi è sempre rimasto il bisogno di confronto e di stimoli – ci dice sorridendo, con quell'aria mite e apparentemente distratta che nasconde un vulcanico, talentuoso fervore creativo – e capita spesso di chiudermi per giorni in laboratorio con qualche collega d'Oltralpe per risolvere “problemi” tecnici che mi impediscono di raggiungere l'obiettivo che ho in testa». Così s'inventano microsfere gelate per non disperdere nell'impasto la marmellata d'uva del dolce Mila, si codificano protocolli dettagliati per la mousse monoporzione e complicate alchimie per sposare la liquirizia di Atri con una delle tre “segretissime” basi per il gelato. «Quando mi sono accorto che c'erano troppi occhi e troppi curiosi – spiega Fabrizio con una sincerità da vero artigiano – mentre preparavo le basi per il gelato (bianca, gialla e cioccolato belga al 90%), che mio padre mi aveva insegnato 25 anni prima e che nessun altro conosce, ho semplicemente costruito un altro laboratorio nel laboratorio: solo per i gelati. La tradizione è un bene da custodire e se non c'è verso di convincere gelatieri tanto improvvisati quanto “artigianali” che con ingredienti naturali si risparmia rispetto al costo dei prodotti semilavorati che chiunque può, seguendo le istruzioni, trasformare in insipido gelato, allo stesso modo si disperderebbe tutta la fatica fatta per arrivare alle tre “magiche” formule, sempre uguali da un quarto di secolo, peraltro senza prodotti che contengono glutine o grassi idrogenati».
Si, perché, accanto a praline e boeri, frollini e mignon, bomboloni e croissants, torte e pasticcini, una delle passioni di Fabrizio Camplone è il gelato. Mai fermo ai gusti classici, ma sempre pronto a nuovi stimoli che arrivano dalla tradizione e dal territorio come, del resto, molte delle creazioni di pasticceria. Così ecco il bocconotto (tipico dolcetto abruzzese) che si riveste di cioccolato e il gelato al pecorino e miele d'acacia; le Immagini, cioccolatini con impressi i simboli del patrimonio culturale della città, e il gelato alla Genziana; la Presentosa, una semisfera ricoperta di fine cioccolato che avvolge un delizioso impasto a base di uova, mandorle e liquore (il nome deriva da un gioiello di Scanno, antico pegno d'amore) e la Scrucchijate, gelato con marmellata di uva Montepulciano e ancora ecco le Burle, morbidi pasticcini alle mandorle, miele e maraschino e il gelato all'arancia e granella di pan di Spagna all'Aurum (un liquore che fa parte della storia della città). I riconoscimenti ottenuti (citiamo soltanto il primo posto alle Olimpiadi culinarie del 2000 in Germania e quello del 1994 nel “Gran Prix Cioccolateria” a Perugia) non cambiano il suo approccio con la professione che è la passione di una vita: continuare a imparare, cercare di migliorare ogni giorno. Dal 1996 è membro dell'Accademia Maestri Pasticcieri Italiani e di questa esperienza ricorda con entusiasmo gli incontri (almeno due volte l'anno) nei quali «ci si può confrontare con altri colleghi e magari – racconta sorridendo – restare una mattinata intera a discutere di una determinata sfoglia o proporre qualche propria creazione ritenuta perfetta e scoprire che si può ancora fare di meglio e che magari c'erano tanti piccolissimi difetti».
Difficile trovare “difetti”, in verità, nelle tante dolcissime creazioni esposte nel Caprice, aperto negli anni Ottanta nel pieno centro storico di Pescara, vicino alle case che furono di D'Annunzio e Flaiano, e di recente rinnovato. Una sosta obbligata per golosi e amanti della pasticceria ma anche locale polivalente e multiforme: dal mattino (con selezionate miscele di caffè e grande assortimento di lieviti e pasticceria) alla pausa di mezzogiorno (con proposte per pranzi veloci, leggeri, gustosi e a prezzi contenutissimi) alla sala da tè e cioccolateria del pomeriggio agli aperitivi serali. Su tutto veglia, infaticabile, la signora Antonella, moglie di Fabrizio, a cui si deve “l'abito” e la confezione di ogni dolcezza e la cura di ogno dettaglio. Ma c'è il sospetto che, insieme ai bambini, dica la sua su ogni nuova torta, cioccolatino o sorbetto e che per Fabrizio Camplone sia proprio questo il momento della verità, il giudizio più atteso.
